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Lo Studio ottiene un altro provvedimento cautelare dal Tribunale di Bologna a tutela della salute dei lavoratori

Il Tribunale di Bologna – dott.ssa Emma Cosentino – con decreto del 23.4.2020 ha ordinato in via cautelare e d’urgenza a una azienda imolese “di voler procedere immediatamente, dalla comunicazione del presente provvedimento, ad assegnare la ricorrente a modalità di lavoro agile, Smart Working, dotandola degli strumenti necessari o concordando l’uso di quelli personali”.
Il ricorso d’urgenza – proposto dall’avv. Guido Reni dello Studio Legale Associato – era stato depositato venerdì scorso per ottenere un provvedimento immediato che consentisse ad una lavoratrice con ridotta capacità lavorativa e con una figlia disabile di lavorare da casa come previsto dall’art. 39 del Decreto Cura Italia (n. 18 del 17 marzo 2020). L’azienda infatti non aveva dato seguito alla richiesta avanzata dalla dipendente.

L’art. 39 appena citato infatti dispone che

  1. “Fino alla data del 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti disabili nelle condizioni di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992,n.104 o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità nelle condizioni di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile ai sensi dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.
  2. Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile ai sensi degli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81.”

Il Tribunale ha sottolineato che “nell’attuale situazione di emergenza sanitaria il lavoro da casa è raccomandato o imposto dalla normativa vigente”, richiamando non solo l’art. 39, del D.L. n. 18 del 17.3.2020, ma anche il DPCM 3.3.2020, art. 1, comma 7,e il DPCM dell’1.3.2020 art. 4)

Attesa la rilevanza degli interessi in gioco, e cioè il diritto alla salute, la decisione è stata adottata con decreto immediato inaudita altera parte.

Guido Reni

PDF decreto: 20200423-decreto inaudita altera parte